CF parrocchia Santi Giovanni Battista e Martino 83000350013


Novità & Aggiornamenti

CALENDARIO

Do 1

II Domenica di Quaresima;

III el a Messa

11,15: S. Messa Giovani; INIZIO SETTIMANA COMUNITARIA (Magnetti)

Lu 2

TUTTE LE S. MESSE SARANNO CELEBRATE IN SAN GIOVANNI

Ma 3

20,45: DE MARTINO sul Vangelo di Matteo (San Giovanni)

Mer 4

21,00: PREGHIERA SULLO STILE DI TAIZE’ (San Giovanni)

Gio 5

Ve 6

17,15: Preghiera Gr. Padre Pio; 18,15: Gr. Cave Light e Sunflower; ;20,45: Corso Prematrimoniale

Sa 7

14,30: Oratorio del Sabato

Do 8

IV el a Messa

ADORARE

Sulla tua palma aperta

Eppure, Signore,

c'è chi pianta la tenda sul tuo monte,

come voleva fare Pietro,

e Tu non volesti e lo portasti giù.

 

Ma ad altri invece lo chiedi:

sono i tuoi monaci

che restano a guardare la tua faccia:

quel po' di ombra e quel po' di luce

che possono vedere.

Restano soli, nel silenzio,

in quel deserto che tu amavi

e in cui sovente ti recavi, la notte,

per parlare col Padre.

 

Sono i tuoi eremiti

che cercano i luoghi solitari;

e il deserto, oltre che fuori,

nella roccia e nella sabbia,

se lo scavano dentro:

in una grotta profonda

dove risiede la tua gloria.

 

Non servono a nulla, Signore,

i monaci e gli eremiti.

Un mondo fatto di cose consumabili

non li può riconoscere;

ma Tu li riconosci:

Tu che sei l'assoluta gratuità.

Tienili Dio, sulla tua mano:

sulla tua palma aperta,

come un frutto prezioso del tuo amore

e colma la loro solitudine

con la tua presenza,

il loro silenzio col tuo Verbo.

 

Allora il deserto fiorirà,

splenderà alto come il Tabor, nel cielo.

Per gli uomini sarà solo una montagna,

ma per Te è l'inizio del tuo Regno. Adriana Zarri

CONFRONTARE

  • Nessuno è più beato degli apostoli, di quei tre in particolare che hanno ottenuto di stare nella nuvola, sotto lo stesso tetto del Signore. Ma, se lo vogliamo anche noi, vedremo Cristo: non come lo videro allora gli apostoli sul monte, ma in una luce ancora più risplendente. Quando verrà alla fine del mondo, non sarà come sul Tabor. Gesù deve ora tener conto della debolezza degli apostoli, e può rivelare loro la sua gloria solo quanto essi possono sopportare, ma nell’ultimo giorno verrà nella gloria stessa del Padre. Allora non sarà accompagnato soltanto da Mosè e da Elia, ma dalla schiera innumerevole degli angeli, degli arcangeli, dei cherubini e da tutte quelle moltitudini infinite (Giovanni Crisostomo).
  • Eleviamoci al di sopra di ciò che passa... Più in alto l’aria è pura. Gesù si nasconde, ma si sa che non è lontano (S. Teresa di Gesù Bambino).

II DOMENICA DI QUARESIMA: 1 Marzo

Dal Vangelo secondo Matteo 17,1-9

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui.

Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo».  All’udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: «Alzatevi e non temete». Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo. Mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell’uomo non sia risorto dai morti».

rifletti - commento

Quel filo di luce che lega tutto

E beati coloro che hanno il coraggio di essere luminosi nello sguardo. Davanti a loro puoi dire: è bello per me stare qui accanto a te, insieme a Dio che ha fatto risplendere la vita spalancando per me finestre sul cielo.

La Quaresima ci sorprende con un Vangelo pieno di sole e di luce. Gesù prese con sé tre dei suoi e salì su di un monte alto, e là si trasfigurò davanti a loro, il suo volto brillò come il sole. Gesù con il volto di sole è una immagine da conservare e custodire per il giorno più buio, quando il suo volto sarà colpito, oltraggiato, umiliato, non più trasfigurato, ma sfigurato. Quella visione dovrà restare viva e pronta nel cuore dei discepoli. Un filo di luce collega il monte della trasfigurazione all'orto degli Ulivi. È la sfida che Pietro, Giacomo e Giovanni debbono raccogliere. Essi sono chiamati a cucire di fede e di speranza quella distanza lunghissima tra il Tabor e il Calvario, divario tra la luce sfolgorante e il buio più totale, fra quel volto bellissimo di Gesù trasfigurato e il volto sfigurato di un crocefisso. È la sfida quotidiana che ogni credente è chiamato a raccogliere quando dinanzi a ciò che è brutto e inaccettabile, come la malattia, la solitudine, la violenza, la morte, è chiamato a credere e ad “amare sino alla fine”, a consegnare se stesso, a non aver paura di perdere la propria vita, contraendo legami di amore che vadano sino in fondo. Guardiamo Pietro e il suo stupore: È bello qui, è bellissimo, non andiamo via… Pietro ci fa capire che la fede per essere viva deve discendere da uno stupore, da un “che bello!” gridato a pieno cuore.

Perché io credo? Perché Dio è la cosa più bella che ho incontrato. E mi fa affermare che è bello stare su questa terra, su questo pianeta minuscolo e bellissimo. È bello abitare questo nostro tempo, che è unico e pieno di potenzialità. È bello essere uomini: non è la tristezza, non è la delusione la nostra verità. È bello stare con Cristo, che è luce da luce, come diciamo nel Credo. Paolo oggi scrive al suo amico Timoteo una frase di emozionante bellezza: Cristo Gesù ha fatto risplendere la vita (2Tm 1,10). Gesù ha fatto splendida l'esistenza e non solo sul suo volto e sulle sue vesti sul monte, non solo il futuro o i desideri, ma la vita qui e adesso, la vita di tutti, la vita segreta di ogni creatura. Ha riacceso la fiamma delle cose, ha fatto risplendere l'amore, ha dato splendore agli incontri e bellezza alle vite, sogni nuovi e bellissime canzoni al nostro sangue. «E i sensi sono divine tastiere» (D. M. Turoldo) che provano gli accordi di una sinfonia che parla di alleanza gioiosa con tutto ciò che vive, perché nelle vene del mondo già corrono frantumi di stelle.

E beati coloro che hanno il coraggio di essere ingenuamente luminosi nello sguardo, nel giudizio, nel sorriso. Davanti a loro puoi dire: è bello per me stare qui, accanto a te, insieme a voi, insieme a Dio che ha fatto risplendere la vita spalancando per me finestre sul cielo. E.Ronchi

VIVERE

  • Nel Vangelo c'è una parola che può cambiare la nostra vita. Mettiamocela davanti, scriviamola con caratteri cubitali per ricordarcela e attuarla: «Ascoltatelo!». Tutto parte da qui. Ogni guarigione.
  • Per ricordare il nostro battesimo:
  • - mettiamo nell'angolo della preghiera la veste bianca ricevuta il giorno del nostro battesimo;
  • - riflettiamo se siamo stati fedeli alla frase che il sacerdote ci ha detto consegnandocela: «Portala senza macchia fino al tribunale del nostro Signore Gesù Cristo per la vita eterna».
  • Chiediamoci oggi se la liturgia della Parola nell’Eucaristia domenicale è il luogo dove avviene ciò che è successo al Tabor, cioè il sacramento del parlare di Dio, qui, ora, per noi?
  • «Allora Abram partì»: Dio parla, l'uomo disponibile ascolta e parte. Così egli ama ed amato. Anche a noi Dio rivolge una parola. La conosciamo? L'ascoltiamo? Siamo capaci di partire con decisione e generosità?
  • «L'occhio del Signore è su che lo teme»: possediamo questa certezza che Dio mai ci abbandona? Manifestiamo in questi giorni la nostra fiducia e la nostra confidenza in lui.
  • San Paolo invita il discepolo e collaboratore Timoteo con parole coraggiose che però sono rivolte anche a noi oggi. Proviamo a metterle in opera: «Con la forza di Dio, soffri con me per il Vangelo»!

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